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Millennial? Allora immagini; anzi, muoviti

L’incessante pioggia di informazioni dalle quali siamo ogni giorno invasi, ha bisogno di nuove regole per definire la struttura del nostro “filtro” con la realtà virtuale, insieme al canale più utile in determinato momento storico.
Ad esempio, facciamo un breve riassunto (con qualche grave semplificazione) della nostra esperienza della comunicazione sociale recente:
1990-2000 l’Età della Voce, del cellulare, della telefonia diffusa, della mobilità estesa, della chiamate per chiedere “dove sei?”
2000-2010 l’Età della Scrittura, con le parole, poi diventate keyword, per accedere a repertori di informazioni e contatti sempre più vasti e disparati
2010-2020 l’Età dell’Immagine, con l’esplosione della fotografia per testimoniare ogni avvenimento, anche minimo, dei selfie e dei live.
Siamo nell’età dell’immagine, dunque, e questa è la soluzione più pratica ed efficace per gestire i gli ingenti flussi di comunicazione che professionisti della comunicazione (in modo qualitativo) e gli utenti della rete, soprattutto attraverso i social network, (in modo quantitativo), ci propongono senza soluzione di continuità.
Like to travel
Per coloro che sono o si sentono Millennials, non ci sono margini di dubbio:
85% ha consultato Facebook per decidere dove andare
85% (la stessa percentuale), ha iniziato o concluso la sua scelta di viaggio davanti ad un set di foto della location in rete, in genere realizzate da altri utenti
75% non può pensare di viaggiare senza il proprio Smartphone o il tablet; e se hai il tuo mobile con te, la tua modalità sarà più o meno “always connected”
86% pensa che una cattiva connessione influisca negativamente sulla qualità di un viaggio
46% diffonderà programmaticamente le proprie esperienza attraverso qualche tipo di social network o siti di ”reviews of travel-related content”, una delle forme più diffuse di UGC; il 90% circa lo farà in modo più “casual”
85% ritiene autentica e aderente alla realtà l’informazione prodotta da persone che vivono da turisti il viaggio; e solo il 65% si fida del materiale di repertorio creato da agenzie, strutture turistiche e altri professionisti
Non stiamo parlando di una élite: i Millennials sono un target attento e attivissimo di centinaia di milioni di persone, in praticamente ogni continente e spesso di fasce sociali e culturali anche molto differenziate, che sono alla prese con la comunicazione necessariamente intrigante, coinvolgente, appassionante, divertente o, comunque, “wow effect”. Ci siamo immersi tutti.
Video Vedo Vado
Immagini, ok, ma anche meglio il movimento: GIF, Storie, Live e microvideo, anche di pochi secondi, possono fare la differenza se stagliate fra le immagini ferme, sia pure bellissime, di location e strutture favolose.
Il movimento raccoglie l’attenzione in ogni contesto social e bastano pochi istanti nello scrolling compulsivo del diario di Facebook, in un tweet al volo, nel flapping di Snapchat, nei wall di Pinterest e Instagram, per attrarre lo sguardo e comunicare, qualcosa di nuovo e diverso.
Naturalmente, la concorrenza cresce ed è agguerrita anche nel caso dei disinvolti User Generator, ed è utile tenerli attentamente sott’occhio per cogliere, nella marea della comunicazione che ci riguarda e che parla di una location o di una struttura di nostro interesse, quella che potrebbe essere la nostra nuova “campagna UGC” da valorizzare, ampliare e diffondere.
Per saperne di più sui dinamici trend che caratterizzano i Millennials:

Millennial Travel Trends: A Look at the Largest Generations’ Habits

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